» Titolo Solo macchie di colore
» Fandom Originali
» Personaggi Sirius, Gabriel
» Generi Fantascienza, Introspettivo, Sentimentale
» Rating Verde
» Avvertimenti Oneshot, Slash, Omosessualità
» Prompt //
» Note E' una storia particolare per me. Il genere fantascientifico vale per l'atmosfera in cui è calata la storia: ci tenevo a rendere bene l'idea di un futuro a metà fra il post-apocalittico e "1984" di George Orwell, con i suoi regimi totalitari privi di libertà e che hanno paura del pensiero libero, ma nemmeno così in là nel futuro, con macchine super-evolute. E' particolare secondo me, ed è l'ennesima opportunità di dar sfogo alle mie teorie che i concorsi di Eylis riescono a darmi (no, non smetterò mai di ripeterlo).
Noticina: ero tentata di mettere anche il genere Romantico, ma a ben vedere ci possono essere varie interpretazioni del legame che verrà a instaurarsi fra i personaggi di cui leggerete; questo anche perché quando avevo delineato la storia di base non era così che doveva andare. Chi la leggerà avrà carta bianca da parte mia comunque, in questo senso. =]
Ultimissima nota: "Impressionismo" e "Realismo" - che come saprete sono importanti correnti artistiche dell'800 - citate da me nella storia, non sono quelle originali (almeno non nel caso dell'Impressionismo); la loro definizione è stata stravolta, e durante la storia potrete capire perché ve lo dico.
» Credits Uno dei quadri citati è totalmente inventato (e non apparterrebbe comunque alla corrente impressionista), mentre quello descritto per la corrente del “Realismo” è intitolato “Le Spigolatrici”, opera di Jean-François Millet.
( L'ambiente era grande, perfettamente illuminato. Un fascio di luce cadeva esattamente sul quadro appeso alla parete che stava osservando; attorno a lui c'era solo un vago mormorio, che andava crescendo quando nella sala dal soffitto a botte passavano le mandrie di bambini - non gli pareva giusto chiamarle scolaresche: troppo chiassose, troppo maleducate, come gli animali: mandria andava benissimo come definizione. Certo non la intendeva in senso dispregiativo. Erano ben altri quelli che lui avrebbe chiamato insulti. )
» Fandom Originali
» Personaggi Sirius, Gabriel
» Generi Fantascienza, Introspettivo, Sentimentale
» Rating Verde
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» Prompt //
» Note E' una storia particolare per me. Il genere fantascientifico vale per l'atmosfera in cui è calata la storia: ci tenevo a rendere bene l'idea di un futuro a metà fra il post-apocalittico e "1984" di George Orwell, con i suoi regimi totalitari privi di libertà e che hanno paura del pensiero libero, ma nemmeno così in là nel futuro, con macchine super-evolute. E' particolare secondo me, ed è l'ennesima opportunità di dar sfogo alle mie teorie che i concorsi di Eylis riescono a darmi (no, non smetterò mai di ripeterlo).
Noticina: ero tentata di mettere anche il genere Romantico, ma a ben vedere ci possono essere varie interpretazioni del legame che verrà a instaurarsi fra i personaggi di cui leggerete; questo anche perché quando avevo delineato la storia di base non era così che doveva andare. Chi la leggerà avrà carta bianca da parte mia comunque, in questo senso. =]
Ultimissima nota: "Impressionismo" e "Realismo" - che come saprete sono importanti correnti artistiche dell'800 - citate da me nella storia, non sono quelle originali (almeno non nel caso dell'Impressionismo); la loro definizione è stata stravolta, e durante la storia potrete capire perché ve lo dico.
» Credits Uno dei quadri citati è totalmente inventato (e non apparterrebbe comunque alla corrente impressionista), mentre quello descritto per la corrente del “Realismo” è intitolato “Le Spigolatrici”, opera di Jean-François Millet.
( L'ambiente era grande, perfettamente illuminato. Un fascio di luce cadeva esattamente sul quadro appeso alla parete che stava osservando; attorno a lui c'era solo un vago mormorio, che andava crescendo quando nella sala dal soffitto a botte passavano le mandrie di bambini - non gli pareva giusto chiamarle scolaresche: troppo chiassose, troppo maleducate, come gli animali: mandria andava benissimo come definizione. Certo non la intendeva in senso dispregiativo. Erano ben altri quelli che lui avrebbe chiamato insulti. )
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